I numeri dell'Italia campione del Mondo 2006

I numeri dell'Italia campione del Mondo 2006 ci svelano chi sono stati i veri eroi dei Mondiali. A conferma di quanto diciamo nella nostra pagina sulle relative delusioni nella nostra nazionale, bisogna dire subito che una squadra che segna 13 gol in sette partite, senza subire un solo gol su azione è una squadra portentosa, non una squadra che ha semplicemente fortuna. Inutile raccontare fandonie: ci hanno provato fior di squadre, ma nessuna è riuscita a segnare su azione contro la difesa magistralmente guidata da Buffon e capitan Cannavaro. Gli unici in grado di fare inchinare il nostro portierone per raccogliere il pallone in fondo alla rete sono stati il nostro Zaccardo, autore di una sfortunata autorete e il malvagio Zidane, che ha approfittato di un rigore inventato per segnare col cucchiaio. Ma su azione zero, nada, qui non passa nessuno.

Le statistiche dell'attacco dicono l'esatto contrario: il nostro attacco titolare ha segnato solo due gol su 13 in sette partite: ambedue questi gols di Toni sono stati ininfluenti ai sensi del risultato e del passaggio del turno: quindi, un punto a sfavore dell'attacco titolare. Molto più bravo è stato Inzaghi che pur giocando solo mezz'ora ha segnato il gol che ci ha portati ai quarti; bravo anche Del Piero che pur giocando spezzoni di partita verrà ricordato per il fantastico gol contro la Germania; bravino Iaquinta, che non sperava nemmeno di giocare e invece riuscì ad approfittare di un errore della difesa del Ghana per iscrivere il suo nome tra i marcatori della nazionale; bravino anche Gilardino per il tempismo del tuffo contro gli Stati Uniti che gli permise di suonare il violino almeno una volta, con un gol decisivo ai fini del pareggio (rivedete il gol nel video qui in alto). Quindi, un attacco di riserva che surclassa nettamente l'attacco titolare, assolutamente fallimentare, anche contando il rigore segnato da Totti contro l'Australia (quello festeggiato con il ciuccio).

Ma scorrendo le statistiche dei mondiali, ciò che più sorprende è che il reparto che ha segnato di più sono i difensori: il nostro capocannioniere Materazzi, che oltre ai due gol di testa vanta anche uno dei cinque rigori realizzati dagli azzurri in finale; ma anche Grosso (un bellissimo gol e il rigore decisivo in finale), Zambrotta (un bel gol, anche se non decisivo); e per concludere un giocatore che gioca davanti alla difesa, Andra Pirlo che ci ha regalato il nostro primo gol, tanti assist (per esempio quelli a Grosso e a Inzaghi, più il calcio d'angolo per Materazzi) e il suo rigore nella serie decisiva.

Quindi, se i numeri dell'Italia campione del Mondo dicono che l'attacco titolare ha deluso, ci consoliamo con la generosità delle riserve e degli altri reparti che hanno permesso di vincere sei partite su sette, segnando quasi due gol a partita e permettendo a uno splendido Materazzi di essere il nostro attaccante più prolifico.